DIPENDENZA DA GIOCO: GIOCATORI NOTI OFFRE INCONTRI DI PREVENZIONE AGLI ISTITUTI SUPERIORI DELLA CITTÀ DI PADOVA

Purtroppo non sono solo gli adulti a giocare. Il fenomeno del gioco sta coinvolgendo anche i minori, legittimato dalla pubblicità e agevolato da adulti compiacenti, con contorni e dimensioni sempre più preoccupanti.

“non sappiamo esattamente quanti siano i minori che giocano a Padova, ma dall’osservatorio di alcuni incontri svolti nelle scuole lo scorso anno emerge che il gioco d’azzardo è un fenomeno presente nella mente dei ragazzi. Molti non lo praticano attivamente, ma presentano tutte le false credenze che possono esporli al rischio di giocare in qualunque momento: sopravvalutazione delle probabilità di vincita, delle proprie capacità di governare il caso e la fortuna, l’esposizione alla pubblicità del gioco in ogni momento. I ragazzi che possono cadere nel problema del gioco non sono necessariamente più fragili o vulnerabili di altri, anzi: chiunque è a rischio. A volte sono i ragazzi stessi ad esserne consapevoli. Durante i nostri incontri infatti veniva spesso sottolineato il coinvolgimento in situazioni di gioco d’azzardo patologico da parte di persone a loro vicine, amici e familiari.”  dice Stefania Carpenzano, psicologa e psicoterapeuta del servizio Giocatori Noti.

Per affrontare il problema, genitori e insegnanti devono offrire informazioni e cercare di sensibilizzare i ragazzi rispetto al fenomeno, aiutandoli a comprendere i pericoli, anche molto gravi, della dipendenza, senza utilizzare toni proibizionistici e giudicanti.

Sarà poi necessario tenere sotto controllo il comportamento dei giovani più a rischio e, nelle situazione più critiche, avviare interventi terapeutici specifici (come, ad esempio, i percorsi di psicoterapia individuale).

Per aumentare il livello di sensibilizzazione al problema e promuovere una maggiore consapevolezza dei pericoli legati al gioco e dei meccanismi specifici del gioco d’azzardo, l’anno scorso gli psicologi di Poliambulatorio Arcella hanno ideato e svolto un primo intervento formativo pilota in un Istituto superiore di Padova.

Sei incontri, con 12 classi, di un’ora e mezza ciascuno. Non la classica lezione, ma un percorso di educazione alla prevenzione con veri e propri esperimenti per comprendere come la mente di chiunque possa essere facilmente coinvolta e fuorviata dal gioco d’azzardo.