Tutti i dati sul gioco d’azzardo in Italia. YearBook 2016 del CNCA

Il rapporto forse più completo sul gioco d’azzardo e sulla dipendenza da gioco in Italia. Il CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienza) ha raccolto dati, abitudini e fatturati del gioco per raccontarci una realtà incredibile:

  • 88 miliardi di euro spesi dalle famiglie italiane nel 2015 in gioco
  • il 55% della spesa in gioco è dedicata a slot machine e VLT
  • spendiamo in gioco più che in carne, frutta e verdura (60 miliardi circa)
  • la spesa per il gioco è 8 volte superiore a quella per la telefonia mobile (circa 11 miliardi)

D’accordo, ma quanto vinciamo? Vero che parte della spesa viene restituita in vincite, ma questo significa che una parte è automaticamente persa: è il margine per erario e industria del gioco. Quanto si perde automaticamente, giocando molto e per molto tempo, dipende dai giochi.

2016 Year Book Gioco azzardo statistiche

1 Luglio 2017 | Evento pubblico: ‘Il Gioco d’Azzardo a Padova’

IL GIOCO D’AZZARDO A PADOVA & GIOCATORI NOTI
La prima presentazione al pubblico e alla stampa del nostro servizio per la cura della dipendenza da gioco d’azzardo.

QUANDO?
Sabato 1 Luglio 2017, ore 10-12

DOVE?
Poliambulatorio Arcella, via Tiziano Aspetti 106 PADOVA

PROGRAMMA

  • 10.00 – Saluti introduttivi
  • 10.15 – Il Poliambulatorio Arcella: storia e servizi – Dr. Luca Rubaltelli
  • 10.30 – Il gioco d’azzardo: quando diventa un problema? – Dr. Federico Zanon
  • 10.45 Giocatori Noti: come funziona il nostro percorso di cura?
    Dr. Stefania Carpenzano
  • 11.00 Domande e dialogo con il pubblico e la stampa

Alle 11.30, offriremo un piccolo aperitivo.
La conclusione è prevista per le 12.00.

EVENTO APERTO A TUTTI
La partecipazione è libera. Se intendi partecipare, ti chiediamo di compilare questo modulo per permetterci di accoglierti al meglio:

Gioco responsabile: possibile o impossibile?

‘Gioco Responsabile’, ‘Gioco Controllato’, ‘Gioco Moderato’. Sono tante le espressioni per definire il tentativo di giocare in modo non eccessivo.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di tentativi di controllare un comportamento che è per definizione incontrollabile. Proprio per questo è una condizione di malattia: perché la persona perde il controllo del gioco, non riesce più a mettervi dei limiti.

Il Gioco Responsabile in realtà è un concetto più ampio, che non si riduce ad un invito paternalistico quanto vuoto a ‘giocare meno’, rivolto solo al giocatore.

Gioco Responsabile in letteratura scientifica indica politiche in cui tutta la filiera del gioco è coinvolta nel tentativo di limitare il dilagare della malattia da gioco. In cui tutti mettono qualcosa sul piatto. Compresa l’industria del gioco, che verosimilmente dovrà rinunciare alla quota di introiti garantiti dai giocatori patologici.

Leggere questi inviti a ‘giocare responsabilmente’ e a ‘non esagerare’, per chi si occupa professionalmente di gioco patologico, ha un effetto straniante: ai giocatori con dipendenza non producono alcun effetto, perché è molto più potente l’effetto di una organizzazione dei giochi d’azzardo che è tutta orientata a sostenere e incrementare i comportamenti di gioco. Spesso con tecniche che sembrano costruite su misura per impattare sul target dei giocatori con dipendenza, sulle loro caratteristiche psicologiche e comportamentali.

Pensiamo a molti meccanismi che si sposano perfettamente con la psicologia del giocatore dipendente: ad esempio alla latenza con cui diversi casinò online mettono a disposizione il denaro delle vincite, non rendendo disponibile la liquidità per il ritiro ma rendendola immediatamente disponibile per altre giocate. Oppure ai bonus iniziali, vere e proprie trappole psicologiche che innescano il meccanismo delle prime vincite e perdite e incastrano il giocatore patologico nel loop di recuperare il denaro perso. Oppure ancora, alla velocità con cui si arriva al risultato – perdita o vincita – alimentando il circuito dell’impulsività.

Parlare di ‘Gioco Responsabile’ oggi in Italia è una contraddizione in termini: la crescita esponenziale della disponibilità di giochi  che è stata permessa e alimentata secondo precise caratteristiche che si sposano perfettamente con la psicologia del giocatore dipendente, è la miglior testimonianza che c’è ancora molta strada da fare perché l’intera filiera concordi un reale patto di riduzione del danno da gioco patologico.

Slot: perché restiamo incollati?

Chi gioca alle slot lo sa: si continua, ipnoticamente. Ci si arrabbia quando si perde e si continua a giocare.

Ci si irrita se ci interrompono. Poi ogni tanto si vince qualcosa, e allora riprendiamo fiducia. E ricominciamo.

In psicologia si chiama ‘rinforzo positivo intermittente’, ed è una trappola mentale per cui se riceviamo un premio casuale di tanto in tanto, continuamo a cercarlo. E così continuiamo a giocare.

Questo video di Fate il Nostro Gioco ci racconta cosa succede davanti ad una slot:

Gratta & Vinci: quanto si vince davvero?

Il Gratta & Vinci: accessibile in ogni tabaccheria, economico da acquistare. E apparentemente è facile vincere qualcosa. Ma quanto si vince davvero?

Prendiamo la prima emissione del nuovo Gratta & Vinci, il 10X. I biglietti emessi in tutto sono 38.400.000, di cui 9.243.236 contengono un premio.

In media un biglietto ogni 4,15 vince qualcosa. Sono parecchi i biglietti vincenti, e quindi spesso si vincerà qualcosa, stimolando a giocare ancora. Ma nella metà dei casi si vinceranno solo 2 euro.

Il 55,39% dei biglietti vincenti ha un premio di 2 euro.
Il 30,46% dei biglietti vincenti ha un premio da 5 euro.
Il 6,09% dei biglietti ha un premio da 10 euro.

(Fonte: Lottomatica)

I biglietti che vincono fino a 50 euro sono complessivamente il 99,63% dei biglietti vincenti. In pratica, anche quando di incappa in un biglietto vincente (1 volta su 4,15) comunque si vincono 2 euro nella metà dei casi, 5 euro nel 30% dei casi e fino a 50 euro nel restante 20% dei casi.

Solo 0,37% dei biglietti vincenti contiene premi superiori a 50 euro. I premi da 100.000 euro sono 4 in tutto, per una probabilità dello 0,000043%.

Vincere 100.000 euro è come bendarsi gli occhi e riuscire a raccogliere una delle 4 monete da un euro ‘vincenti’ in una fila lunga da Padova a Verona.

Altri riferimenti: Avv. Asteriti: “La principale causa del gioco patologico continua a passare sotto silenzio” | PressGiochi